mercoledì 15 giugno 2022

Doppia cena, doppio live!

 


Dopo mesi e mesi finalmente i Rifflessi tornano live in pubblico! Una fine giugno 2022 da non perdere, grazie ai due appuntamenti tutti da ballare (e mangiare) tra beat, surf e rock'n'roll!

Venerdì 17 (!) saremo sul lungolago di Marta, ospiti nel Giardino del Salotto 44 per accompagnare la cena e farvi saltellare tra un piatto e l'altro.

Sabato 25 invece vi aspettiamo nel nuovo Giardino delle Case Sbracate, dove saremo una delle tante attrazioni della due giorni enogastronomica di Borgo di Vino, a Ronciglione.


Per un tranquillo swing mentre fate aperitivo o uno scatenato ballo digestivo, vi aspettiamo!

sabato 10 aprile 2021

Un po' di sentimento!

 


Era da un bel po' che queste canzoni ci chiedevano di essere pubblicate, soprattutto dal momento che - e chi ci segue lo sa - si tratta di brani che i Rifflessi hanno in scaletta da tempo immemore. E sempre chi ci conosce sa che non sono neanche dei brani presi a caso dal nostro elenco, ma proprio quelli con cui siamo sempre stati soliti "riscaldarci". Non si tratta di veri e propri lenti, ma neanche di pezzi sottovoce: si tratta piuttosto, e da qui il titolo, di "beat sentimentali" che tra l'altro facevano parte della playlist del primo album dei Beatles (tranne "All My Loving", che comunque si trovava sul secondo). Può essere questo EP anche una raccolta "per sentimentali", dato il tema dei pezzi (l'amore, e chi se no?), ma anche per via del fatto che suscitano in noi Rifflessi ricordi di quando si suonava in giro e si teneva sotto mano la scaletta. Forse anche per questo i commenti che seguiranno saranno più sentimentali per noi che per chi ci legge, ma la nostalgia ha ormai preso il comando e quindi tant'è.

Apre il nostro tredicesimo EP "Anna", un pezzo assai significativo per i Rifflessi, in quanto è stata l'apertura di tutti i nostri concerti, in particolare quello del 26 Marzo 2011 al Rokka Bar di Farnese quando ripartimmo come trio (se solo avessimo conosciuto Andrea prima!). Negli ultimi anni ne abbiamo realizzato anche una versione "swing", che forse prima o poi vedrà la pubblicazione.

Segue "Baby It's You", pezzo di Burt Bacharach proposto qui nella versione, ovviamente, dei Beatles. Per noi è sempre stato il pezzo della "conferma", ossia quello usato per verificare la bontà dei settaggi audio, ma anche quello con cui qualche volta facevamo ballare gli ospiti dei matrimoni in attesa degli sposi: da brave cavie, erano esposti alla verifica della tenuta della voce di Stefano sulla parte acuta. Fin'ora nessuno si è mai lamentato.

L'ultimo dei tre fratelli di album (come ho detto, questi primi tre brani si trovavano tutti su "Please Please Me" dei Beatles), è stato spesso bistrattato: sempre un po' riluttanti a farlo per via degli stop&go a tre voci, era il pezzo per testare la modalità "coro", e quindi un altro brano in cui la nostra attenzione di esecutori si doveva dividere con quella da tecnici del suono. Il risultato però ci ha quasi sempre soddisfatto ed è per questo che si è meritato una così lunga persistenza nel repertorio.


 Chiude il nostro EP un brano che solo recentemente è stato fatto "arretrare" all'inizio della scaletta. A lungo usato come brano ballabile nella sezione finale dei concerti, ci è apparso via via più adatto per essere proposto insieme a brani dal sapore un po' più "country", buoni per far saltellare gli invitati ai matrimoni, distraendoli dal buffet ancora chiuso in attesa dell'arrivo degli sposi ritardatari.


Ed è con una nota sentimentale, per rimanere in tema, che mi sembra opportuno chiudere questo commento: è assai probabile che almeno tre di questi brani abbiano compiuto il loro percorso e che presto si avvieranno a raggiungere quella parte della scaletta che raramente viene suonata: quella delle "riserve". Sono ormai tanti e famosi i nuovi brani che i Rifflessi hanno deciso di inserire in scaletta e di alcuni vi abbiamo già messo a conoscenza con i recenti EP. Era però un atto dovuto e sentito, prima del loro addio, ringraziare "Anna", "Baby It's You" e "Ask Me Why" per il lungo e importante lavoro svolto durante tutti gli anni di concerti dei Riffilessi. Grazie a queste registrazioni vi ricorderemo sempre.


P.S.S. (post scriptum sentimentale): ecco la locandina della citata esibizione di "rifondazione" dei Rifflessi di cui recentemente ricorreva il decennale.




lunedì 15 febbraio 2021

Un po' di Relax!

 


Da un po' di tempo ci siamo tutti presi un po' di relax forzato ed è per questo che cominciano a scarseggiare aggiornamenti frequenti. Tuttavia, nonostante le avversità e la distanza non abbiamo mai smesso di lavorare in studio e il nostro repertorio è in continua espansione e registrazione, anche perché, diciamoci la verità, per noi Rifflessi il vero relax è quando possiamo suonare e dedicarci alla musica.

È con in mente una domenica d'estate dunque che vi proponiamo questi quattro pezzi tutti italiani, alcuni pigri, altri un po' di meno. Visto l'argomento non potevamo aprire il nostro dodicesimo EP se non con "Relax", il mitico jingle Fernet Branca registrato dall'ineffabile gruppo Vip200. Per rimanere fedeli allo spirito ci siamo affidati ai suoni dell'organo elettrico che ogni tanto fa capolino nelle nostre registrazioni.

Molto probabilmente il relax accompagnato da un amaro può indurci un meritato sonno, popolato da castelli e pappagalli e, chissà, magari anche numeri fortunati. È questo il tema della canzone in chiusura del primo lato, cantata dal nostro fido Andrea.

Che Andrea sia stato un acquisto fortunato per la squadra dei Rifflessi è testimoniato anche dal fatto che mentre di solito lo sentiamo suonare (bene) la sua chitarra, nel pezzo di apertura del lato B lo troviamo intento ad accompagnare una sicilianissima (per quanto possibile al nostro Stefano) e saltellante "Donna Riccia" niente meno che al mandolino, strumento che, per quanto acuto e squillante, porta con sè atmosfere di caldo, vacanze e quindi, ancora una volta, relax.

Alcol, pappagalli e mandolini ci hanno (per fortuna) fatto abbandonare la realtà al punto tale che ormai neanche più le parole hanno un senso: la conclusione del nostro EP è dunque affidata ad un pezzo che testo non ha, e a pensarci bene neanche una melodia o, ancor meno, un senso.

Ma che cos'è il vero relax se non smettere almeno per un attimo di chiedersi che senso abbia tutto?



lunedì 14 ottobre 2019

REAL!



C'è un che di strano quaggiù in città, e - se ti serve un pezzo che parli di fantasmi - chi chiamerai?
I RIFFLESSI! 
Grazie all'interesse di Edoardo Stoppacciaro, produttore e attore di questo film (nonché doppiatore e scrittore nella vita) siamo orgogliosi di far parte del più fantasmagorico dei progetti: "REAL! A ghostbusters tale", realizzato dai più grandi esperti e fan italiani della saga Ghostbusters. Con la nostra "Scricchiola Quel Mobile" contribuiremo almeno in parte all'atmosfera di questo grande film autoprodotto che non vediamo l'ora di gustarci!

Qui un assaggio!


lunedì 29 aprile 2019

QUARTETTO (di nuovo)!


E' con grande orgoglio che possiamo finalmente annunciare che i Rifflessi sono di nuovo un QUARTETTO!
Diamo con questo EP il benvenuto ad Andrea, ottimo chitarrista nonché polistrumentista (ne ascolterete delle belle) che ha deciso di accompagnarci dandoci la possibilità di migliorare il nostro suono e spaziare con gli arrangiamenti.

Per dare a questa novità comunque un segno di continuità ecco qui una selezione del nostro repertorio "classico" da matrimonio con l'immancabile "Carina" di Fred Buscaglione, la nostra dedica preferita alle spose.

Non poteva mancare un tributo alle due band che hanno ispirato il progetto Rifflessi sin dagli albori, dunque a seguire una beatlesiana "I Should Have Known Better" in un arrangiamento vocale ispirato alla versione dei Beach Boys.

Sul "lato B" di questo nuovo EP troviamo il nostro omaggio ad un grande quartetto vocale italiano, il Quartetto Cetra con la sua "Un Bacio A Mezzanotte". Con il falsetto abbiamo cercato di compensare alla mancanza di una cantante.

Chiude questa piccola rassegna il lento per eccellenza, uno dei pezzi più romantici mai scritti che abbiamo qui arrangiato alla maniera del grande Elvis Presley: "Cant Help Falling In Love".

Sperando che sia solo la prima di una lunga serie di registrazioni, non vediamo l'ora di sottoporre la nuova formazione alla prova del fuoco dei concerti dal vivo. Rimanete sintonizzati, a breve altre novità!

martedì 4 dicembre 2018

Ora lo sappiamo!


Ormai lo sappiamo che l'anno sta finendo e neanche il 2018 ha visto un album dei Rifflessi. C'è da dire però che ci siamo impegnati a pubblicare un bel po' di materiale e sono sicuro che il 2019 ci porterà soddisfazioni e forse qualche novità.
Ci accingiamo dunque a chiudere l'anno con un nuovo singolo che porta con sé due brani molto diversi.
Sul primo "lato" vi presentiamo quello che potrebbe essere il nostro tributo ad un film che ci ha fatto sognare, intriso com'era di voglia di emergere, successi, insuccessi, tutto intorno alla (breve) vita di un gruppo musicale immaginario in stile Beatles. Un po' come i Rifflessi, insomma.
E' per questo dunque che accanto a diversi clichè delle canzoni di piena "beatlemania" si possono scorgere sonorità leggermente più moderne (basta ascoltare le due canzoni di punta di "Music Graffiti" per capire di cosa sto parlando e se i cori che si rincorrono non vi piacciono, Stefano vi darà ragione). L'assolo tra l'altro ha sempre voluto essere una sorta di "abbraccio sonoro che si espande come la platea di un teatro antico" (non saprei come descriverlo meglio), qualcosa difficile da esprimere, ma che fortuitamente è trovo sia rappresentato molto bene dalla decorazione del soffitto che vedete in copertina. Aspettare la pubblicazione di questo brano (che era virtualmente pronto già diversi anni fa) ha oltretutto regalato una grande soddisfazione: finalmente anche sui brani dei Rifflessi si può riascoltare dai tempi di "Baciami Così" una dodici corde elettrica, tra le ultime arrivate nel nostro arsenale. Era davvero l'ingrediente che mancava.


Sul "lato" opposto troviamo invece un brano dal sapore autunnale, quasi completamente acustico: a parte un paio di interventi di chitarra elettrica (di cui il più lungo suonato dal nostro Paolo per la prima volta alla chitarra in una registrazione) tutti gli strumenti sono stati ripresi da un microfono.
Il nostro batterista comunque non si è limitato a suonare, ma ha anche prestato la voce per la traccia principale.
Gli arrangiamenti cercano di rappresentare quella tipica malinconia autunnale da "ritorno a scuola", quella mestizia per qualcosa che è finito (niente di filosofico: l'estate e la libertà) che ci fa un bloccare a singhiozzo (provate a contare gli stop nel brano) e che ci affloscia (la chitarra slide si presta bene a questo proposito). Nel frattempo il tempo peggiora e cominciano le piogge e i tuoni (i colpi di timpano).
Da notare che il simpatico intro di batteria, frutto di una semplice prova microfoni, ha rischiato di non essere incluso nel mix finale fino a poco tempo fa. La piattata conclusiva è invece il nostro "vorrei, ma non posso" di quando ripensiamo al gong che avevamo a disposizione su "Neanche Un Po'".



Non so ancora bene quando uscirà il nostro prossimo album, ma sono sicuro che questi due pezzi ci saranno e potrete apprezzarli anche in stereo.

Due chitarre, tre manici, ventiquattro corde:
la sezione "ringhiosa" dell'arsenale dei Rifflessi.

Paolo nel 2012 con la chitarra
con cui avrebbe registrato qualche anno dopo
la sua traccia di "Sono Un Po' Giù".

mercoledì 3 ottobre 2018

Che vita da cani!


Aperitivi di matrimonio, musica, pranzi di matrimonio, chitarre, cene di matrimonio...come si evince dalla foto in questi ultimi anni la nostra non è stata certo una vita da cani. Tuttavia però nel lontano 2013 ci venne proposto di realizzare un breve video da proiettare per una raccolta fondi in favore di un canile viterbese (la mia memoria non mi permette di essere più specifico). Quello che ne scaturì, piuttosto che un semplice saluto per dimostrare il nostro sostegno, fu un brano - o meglio - un ritornello che io e Stefano registrammo al volo con chitarra, piano e voci. Il provino per studiare il pezzo sembrava promettente, ma per lungo tempo rimase sepolto da mille altre priorità e rimase niente più di quello che era, ossia una strofa/ritornello armonizzata e ripetuta varie volte, intitolata "Forse Mi Sbaglio".
Quasi tre anni dopo (e qui posso essere specifico grazie allo storico delle registrazioni) la svolta: il pezzo fu dotato di una variazione, forse l'unica vera parte della canzone che piaccia a Stefano (!).
A fine 2016, in una delle nostre ultime registrazioni in sala, Paolo completò le tracce di batteria, svolgendo un ottimo lavoro soprattutto riguardo alle sovraincisioni della parte di mezzo, cosa dovuta alla sua seconda vita di percussionista della banda di Orte.
E poi cosa è successo?
Gli ultimi due anni hanno visto tagli, riduzioni, modifiche ai cori, strumenti inseriti e poi tolti e soprattutto mixaggio, tanto mixaggio. Non sono ancora sicuro che sia a posto, ma quale pezzo lo è mai veramente?


Il lato B di questo singolo ha una storia persino più antica. Il primo provino data al 2011 ed inizialmente voleva essere un esercizio per dimostrarmi che sapevo ancora fare un pezzo con soli tre accordi, cosa che sembra facile, ma gli addetti ai lavori sanno quanto sia probabile scadere nel già sentito.
Difficile da credere adesso, ma per qualche tempo il brano è stato ispirato alle sonorità di Buddy Holly e a quelle dei Beatles di Beatles For Sale e questo è stato il suo suono per circa quattro anni, fino a che con l'aggiunta di chitarra hawaiiana, sezione di fiati (grazie, inventore del kazoo) e soprattutto la batteria di Paolo in una delle nostre prime registrazioni "a distanza" il brano ha cominciato ad assumere sonorità alla Ob-La-Di, Ob-La-Da, inequivocabili dalle prime note della linea del basso. Sorvolerò sul periodo di mezzo in cui la batteria di prova era elettronica.
Tutto il resto, anche in questo caso, è stato lavoro di cesello, cesello continuo fino agli ultimi giorni in cui il pezzo stesso ci pregava di essere pubblicato, per non rimanere soltanto un provino nascosto nella memoria del computer.


E come al solito, in appendice:


Io e Stefano che scattiamo selfie per provare 
l'inquadratura del video della prima versione
di "Che Vita Da Cani".


La tanto usata e abusata 
chitarra hawaiiana di Thomann.

mercoledì 4 luglio 2018

Paternità!


Mentre l'estate prosegue a suon di matrimoni e cover, eccoci tornare a pubblicare del materiale originale. Come la foto e il titolo lasciano chiaramente intendere, questo nuovo singolo è incentrato sul tema della paternità, piuttosto caro da qualche anno al nostro Stefano e al nostro Paolo, qui ritratti con le rispettive eredi (Enrico per adesso coccola ancora le sue chitarre).


Mentre però i figli richiedono un periodo di gestazione di nove mesi, Bimba Mia per venire finalmente alla luce ci ha messo circa dieci anni. Le origini risalgono alla forte influenza che ebbe in quel periodo la scoperta delle ballate orchestrali dei Beach Boys, tant'è che infatti il cantato era stato immaginato tutto in falsetto. Diverse derisioni più tardi da parte di chi aveva ascoltato i provini convinsero l'autore, dopo aver quasi gettato nel cestino il brano, a reimpostare il cantato un'ottava sotto - almeno nella strofa. Grazie anche alle migliorate tecniche di registrazione a distanza nell'ultimo anno il pezzo ha visto finalmente la collaborazione di Stefano e Paolo alla definitiva realizzazione della canzone.


Dalla tematica alquanto simile, così come per lo stile, anche questo brano ha risentito nel corso degli anni di un abbassamento di tonalità, perché si sa, in testa siamo tutti bravi a cantare come Carl Wilson, ma poi quando si arriva alla prova pratica il confronto non regge. La base era però talmente in stato avanzato che piuttosto che risuonare il tutto si è preferito abbassare tutto (grazie Cubase) mediante un paio di semplici click (ecco perché il basso è così basso e il cigolio del pedale del pianoforte così evidente).
E' stata posta idealmente sul lato B di questo singolo, ma Rebecca è un brano importante perché sin'ora l'unico nato da un sogno (ovviamente un sogno da beatlesiano perso).

Ero su una scalinata assolata, tipo quella di un teatro antico.
C'erano John Lennon e Yoko Ono che cantavano questo brano (ricordo ancora il testo in inglese!),
tuttavia nella mia mente pensavo che "Paul la cantava leggermente diversamente"
e così mi sono svegliato canticchiando il motivetto.
Quando ho realizzato di essere sveglio non ho fatto altro che cantare e ricantare il tema
per non dimenticarlo. Il testo è una traduzione quasi letterale di quello che avevo sognato.

La parte centrale tra l'altro è una variazione di un brano ancora più vecchio (1998?) con una strofa che però non funzionava affatto, ma dei vecchi pezzi - come del porco - non si butta via niente.

Perché il suono fosse veramente il "suo" mancava una sezione fiati, ma come fare visto che fisicamente i fiati non c'erano? L'ispirazione come sempre quando non viene dai Beatles è venuta dai Beach Boys: armonica! Così quella che si sente alla fine è una sezione di armonica cromatica sovraincisa più e più volte per fare effetto banda (con tanto di "ottavino").


La "sezione fiati" di Rebecca.

mercoledì 23 maggio 2018

SURF INSTRU-MENTALS vol.2!


L'estate tarda ad arrivare, ma ecco qui già pronto il secondo volume di Surf Instru-Mentals, una serie di EP che abbiamo deciso di dedicare alla musica surf strumentale. Microfoni spenti, solo chitarra, basso e batteria per quattro pezzi super reverberati!


Apriamo le danze con Rebel Rouser di Duane Eddy, direttamente dal 1958 il primo twangy style del chitarrista americano. Personalmente lo amiamo sia per l'aria festosa, sia perché ai matrimoni ci svolta i momenti morti.


Chiude il primo lato Walk Don't Run, il jazz di Johnny Smith del 1954, reinterpretato da Chet Atkins e consacrato a standard surf dai Ventures nel 1960. Senza una Fender non è immaginabile (grazie Dario).


Si riparte con il lento dei lenti: Sleepwalk, l'ultimo strumentale numero uno degli anni '50 scritto e interpretato dai fratelli Farina, meglio conosciuti come Santo e Johnny. Ci voleva una chitarra hawaiiana, che ci sarebbe pure nel nostro arsenale, ma ci manca ancora chi la sappia suonare a dovere. Meglio una tradizionale Strato per noi.


E dalle atmosfere cupe del primo lato si arriva alla conclusione del secondo con la simpatica Perfidia scritta da Dominguez, che dalla fine degli anni '30 è stata registrata praticamente da tutti, compresi Shadows e Ventures che ci hanno ovviamente ispirati. Quindi perché non farne una nostra versione?

La Stratocaster usata per Surf Instru-Mentals,
gentilmente concessa da Dario.

mercoledì 25 aprile 2018

Siamo cambiati (mica poi tanto)!


Col tempo si cambia: cosa succederebbe se a Enrico ricrescessero i capelli? E se Stefano se li tagliasse? E se Paolo si facesse una zazzerona? Ecco, la foto qui sopra cerca di rispondere a questa domanda e ci mostra i Rifflessi in piena metamorfosi e fusione.
In studio (si fa per dire) di registrazione succede un po' la stessa cosa, si porta un'idea e gradualmente essa prende le sembianze di tutti quelli che ci mettono le mani. "STAI CAMBIANDO" è uno di quei casi: un brano vecchissimo che risale agli albori del gruppo. E' passato di mano in mano ed ha cambiato tante facce, ma quello che di sicuro non ha perso - speriamo che si senta - è il piglio "Rokes", Italia anni '60 che doveva avere sin dall'inizio. Gli ingredienti ce li abbiamo messi tutti: la chitarra 12 corde, le rullatone de "Il Paradiso" e persino una minuscola traccia di organo elettrico (bravo chi la sente).


Come lato B abbiamo scelto un brano ancora in piena metamorfosi, ma cui tenevamo troppo per non pubblicarlo subito. "DOV'E' IL MIO AMORE" ha un arrangiamento ridotto all'osso e da qui alla pubblicazione su album potrebbe diventare qualunque altra cosa come rimanere esattamente identico. Preparate le cuffie e regolate l'equalizzazione perché tra un Hohner Pianet e un Longhorn a tutto volume le basse frequenze la faranno da padrone, bilanciate però dalla brillantezza di una chitarra da barbiere anni '50 (grazie nonno e grazie cugino) ed uno zither.



Lo zither utilizzato per la canzone.


La chitarra del nonno (a sx) vicino ad una Hofner.

giovedì 12 aprile 2018

Italiani e italo-americani!


Abbiamo deciso di riaccendere i microfoni delle voci per questo EP-tributo ai cantanti italiani e italo-americani degli anni '50 e '60!


Apre il primo lato "Come Prima", arrangiata alla maniera di Tony Dallara. Uno slow rock per avviare questo viaggio negli anni '50!


Segue "Denise", portata al successo dagli italo-americani Randy and the Rainbows: uno dei doo-wop più romantici e d'impatto di tutti i tempi.


Sul lato B un tributo a due grandi crooner italo-americani: il primo è Perry Como e la sua interpretazione del grande classico "Magic Moments" scritto da Burt Bacharach.


In conclusione la nostra versione di "Brazil" (inizialmente "Aquarela do Brasil"), brano del 1939 magistralmente reinterpretato dall'italo-americano più famoso di tutti: il nostro amatissimo Frank Sinatra!

sabato 7 aprile 2018

SURF INSTRU-MENTALS vol.1!



Era nell'aria, avevamo voglia di pubblicare del materiale nuovo e l'estate si stava avvicinando: cosa poteva essere meglio di una selezione di strumentali surf? Scorrendo la scaletta ci siamo accorti che però nel nostro repertorio ce n'erano davvero tanti e un solo EP non sarebbe stato sufficiente. E' così che abbiamo optato per una serie di "volumi" che raccogliessero tutti quei pezzi che in qualsiasi momento dell'anno ci portano una ventata di salsedine. Volevamo però restituire più fedelmente possibile la sensazione di tutte quelle estati passate a suonare sulle spiagge e per questo abbiamo lasciato da parte sovraincisioni e strumenti aggiuntivi, preferendo il vero suono dei Rifflessi dal vivo: una chitarra, un basso ed una batteria. Per questa volta abbiamo anche spento i microfoni delle voci!


Ad aprire il disco Pipeline, una perfetta introduzione alla musica surf, con il suo glissato iniziale e il ritmo incalzante.




 Apache ci trasporta invece in un western e sembra di essere al galoppo in una prateria.


Il lato B si apre con il primo brano della coppia di strumentali surf che abbiamo in repertorio tratti dal film Pulp Fiction. Non è stato facile rendere l'assolo urlato di sassofono con una chitarra, ma un'atmosfera struggente pervade tutta la traccia.


Chiude la rassegna Misirlou, il classico dei classici surf, ovviamente ispirato alla versione di Dick Dale. Per questo pezzo abbiamo lasciato da parte la Stratocaster che ha fatto da padrona per tutto l'EP e abbiamo dato spazio allo strumento di Link Wray: l'ultima strofa sarebbe stata impossibile su qualsiasi altra chitarra e infatti è suonata sull'ultima ottava di una Danelectro Guitarlin, la chitarra vintage dalla tastiera talmente lunga da raggiungere il registro di un mandolino!


La Danelectro "Guitarlin", con dietro suo fratello "Longhorn":
impossibile raggiungere senza di lei le vertiginose altezze delle ultime battute 
della nostra versione di Misirlou.

giovedì 21 dicembre 2017

Nuova ondata di singoli!


In questo solstizio di inverno 2017 sono fiero di annunciare che i Rifflessi stanno ricominciando a pubblicare materiale inedito. Come per la volta scorsa, prima dell'album completo abbiamo deciso di fare uscire dei singoli vecchia maniera: una copertina, due canzoni e - per la prima volta, tanto per essere ancora più fedeli allo spirito vintage - il tutto in MONO mix (per lo STEREO dovrete attendere l'album!).
Apre questa carrellata di singoli una strana accoppiata: il lato A, "Atlantide", è un brano assolutamente fuori dai nostri canoni, molto "moderno" per gli standard "rifflessiani", ma intriso di amarcord come quasi tutta la nostra discografia (forse qualcuno troverà analogie fra il testo di questo pezzo e la trama di qualcosa che ha fatto divertire molta gioventù cresciuta tra gli anni '80 e i primi '90).
Il lato B, "Niente Di Che", è una ballata lenta assolutamente da non prendere sul serio - come del resto tutti i nostri pezzi - e il cantato vorrebbe un po' omaggiare, un po' fare il verso ai gruppi beat "ribelli" degli anni '60.

Spero personalmente e a nome di tutto il gruppo che sia musica di vostro gradimento.
O che vi faccia sinceramente schifo.
Purché se ne parli.

mercoledì 9 settembre 2015

QUARTO ALBUM, ERA ORA!


Ok, sembra che ci si sia fatta. Ce l'abbiamo talmente fatta che già sta girando a Viterbo - seppur in qualche caso ancora con delle copertine provvisorie - e ormai anche negli Stati Uniti (ho solo inviato una copia ad un caro amico).
Come promesso nel precedente post, eccovi servita la sorpresa: ha finalmente visto la luce il nostro quarto album! E non crediate sia stata una cosa semplice.
Innanzitutto nell'ultimo anno hanno visto la luce anche le figlie di Paolo e Stefano, non proprio una cosa facile da conciliare con sedute di registrazione. Inoltre non è stato semplice gestire le numerose parti vocali, completare brani dalla struttura bizzarra come quello che da il titolo all'album e cercare di dare al tutto un suono più professionale possibile (lo so, c'è ancora molto da fare).
Però la soddisfazione è tanta e le ragioni sono varie: è la prima volta che una formazione dei Rifflessi regge per due album consecutivi; è la prima volta che ci troviamo a lavorare esclusivamente su materiale mai maneggiato prima (non fu così per Pazzi Per La Tavola, in cui numerosi pezzi risentirono dei cambi di formazione); è la prima volta che pubblichiamo brani in più versioni, infatti molte delle canzoni già uscite come "singolo" nei mesi scorsi sono state ritoccate o pesantemente rielaborate per l'LP; è la prima volta che la scaletta dei pezzi ci piace e ci soddisfa tutti e tre, dalla prima all'ultima canzone. Insomma, una gestazione lunga, ma un risultato soddisfacente.
Ora che ho finito con i gongolamenti vorrei passare in rassegna i brani per darvi qualche notizia in più. Non ho nessuno che mi curi le note di copertina come facevano i Beatles, dunque ci devo pensare io.

AMOR MIO FUGACE
Un brano che suoni più acustico degli altri trovo sia sempre gradevole in un album. In questo caso però la chitarra hawaiiana ci ha messo del suo: si è praticamente suonata da sola e ha dato carattere alla canzone. Si ringrazia Paolo per aver sopportato la parte di falsetto.

OBIEZIONE
Quando hai i Beatles dentro che devi fare? Li sfoghi così, ricreando i loro suoni al limite del plagio. Scommetto non vi lamentereste se fossimo i Rutles.

UN'ALTRA ESTATE
Per un pelo non è stata la title track (credo che qualcuno in giro abbia delle copie provvisorie del cd proprio con questo titolo). Per il resto vedi sopra, ma a proposito dei Beach Boys. Questa volta però la canzone è piaciuta talmente tanto a Stefano che ha voluto la voce principale. Visto che ha sempre desiderato cantare Surfer Girl ma non l'abbiamo mai messa in repertorio, una volta che gli è capitata a mano una canzone in quello stile ha fatto in modo che fosse sua.

UN ANNO FA
Paolo è il nostro cantante ufficiale di cover italiane. Come per Stefano con Un'Altra Estate è naturale che quando ascolta un brano in stile Modugno & mandolini gli venga spontaneo prendersi la voce principale e (soprattutto) lasciare a me e a Stefano la rogna dei cori.
Rispetto alla versione "singolo" è notevole l'aggiunta della batteria completa.

IL MARE DISTANTE
Questa non la conoscevate! Non è ancora uscita in versione "singolo", dunque è uno dei due brani completamente inediti di questo album. Personalmente credo sia una delle migliori canzoni di Stefano, in cui canta da bassone, recita, fa i falsetti e come una sorta di dr.Frankenstein mette insieme pezzi di Buscaglione con altri degli Hollies e dell'Equipe 84. C'è anche una parte spagnoleggiante, ma è inutile, finché non ascoltate il pezzo non ve ne rendete conto.

PER PIU' DI UN BATTITO
Forse il brano più "moderno" della scaletta e per questo uno di quelli con i suoni più difficili da far uscire (non sono abituato a mixare in stile ABBA). Direte voi: ma ci sono solo chitarre acustiche, basso e cassa. Eh, ecco appunto.

INVERSIONE A U
Il nostro Stefano ha un debole per i mashup e qui si cimenta in un rockabilly/surf. Mi piace sapere che in questa versione "album" ho usato il mio amato basso Rivoli, ma dubito interessi a qualcuno oltre a me.

IO POTREI
Ok, mi vergogno un po' di questo testo (più o meno di quanto mi vergogno del titolo del nostro precedente album) ma giuro che l'ho fatto solo perché non riuscivo a trovare altre parole che fossero più coerenti con lo stile. E' una canzoncina salterina vagamente country/Buddy Holly, non è che potevo mettermi a parlare di economia o geopolitca. Giusto?

ATTENTA A TE
Come ci sta la canzone acustica, ci sta la canzone RUOCK. La chitarra fuzzettona era intesa per rimanere solo nella versione "singolo", ma poi ci siamo così tanto affezionati a questo suono grezzo che l'unica innovazione sull'album è stata inserire una traccia di campanaccio.

MIA MUSICA
Non lo nascondo, se Un'Altra Estate è la canzone che più piace a Stefano questa è quella che preferisco io. Il lavoro che ha fatto Paolo alle percussioni è magistrale, mi sembra ogni volta di ascoltare un'orchestra, magari diretta da Phil Spector (esatto, magari...). Come l'arrangiamento anche il testo è per me molto significativo e sono contento di aver inserito nella versione "album" delle tracce di xaphoon a completamento della vagonata di strumenti utilizzati in questa traccia.

AUSTRALIA
Stefano come me ha paura degli aerei, ma mentre a me ispirano solo pensieri di morte a lui fanno venire in mente gradevoli canzoncine surf dalle voci intricate come le saette che speri di non incontrare mentre voli da Roma a Perth. Una nuova influenza che sta prendendo piede tra i Rifflessi è quella della musica hawaiiana (la usiamo sempre come sottofondo ai matrimoni) e in questo pezzo è percepibile nei frenetici bonghi di Paolo.

QUA LA MIA CASA
Nostalgia e autobiografia in salsa surf. L'andamento trottante e il piano con il delay fanno molto Beatles, ma i cori sono nettamente Beach Boys. Che mi sia dato ai mashup anche io senza accorgermene? Comunque godetevi i bending dell'assolo: saranno tre note ma ci ho messo ore per tirarle come volevo che fossero.

WHISKY
I Beatles su Abbey Road si potevano permettere il medley lungo, noi per ora ci limitiamo a tre brani. Il chiacchiericcio raccolto in anni di video del cellulare rendeva l'idea sia di gente a passeggio sul lungomare di Qua La Mia Casa, sia di una serata festaiola (quella appunto di cui parla la canzone qui in esame) sia di un pubblico ad una nostra serata (anche se in realtà i nostri amici non vengono mai a sentirci - capito amici?). In questo secondo brano cantato dal nostro Paolo alla voce principale il rhodes era d'obbligo e ho lasciato che mi ispirasse il fantasma di Billy Preston (anche se non si sente).

CHIARA (shuffle)
Forse il pezzo che più si distingue dalla versione "singolo" ed è per questo che si è meritato una specie di sottotitolo. Mentre la prima versione era un provino elaborato per gioco da me e Paolo e cantato con la voce del Gabibbo, sull'album abbiamo preferito girasse in versione quasi live, con il grosso delle parti riprese in sala tutti insieme e meno strumenti possibile proprio come ad un concerto (l'organo tipo Hammond è stata una debolezza, lo ammetto). E' una delle performance più graffianti di Stefano alla chitarra e spero di suonarla spesso ai concerti.

PRENDI, PENSA, PARTI
In coda all'album, come una sorta di bonus track, c'è l'ultimo dei due brani ancora mai pubblicati neanche come singolo. Nelle intenzioni era un pezzo che doveva funzionare come apertura di album, un po' tipo It Won't Be Long su With The Beatles, ma vista la ruvidità abbiamo preferito tenerlo come ciliegina sulla torta, sperando che vi invogli a premere play un'altra volta per riascoltarvi l'intero album.


Spero di aver detto tutto e spero che per il prossimo album non debbano passare altri tre anni buoni (capito Paolo e Stefano?).
E ora i ringraziamenti, ché sul CD non c'entravano tutti e se ce li facevo entrare tanto non li avreste letti.
Grazie a Chiara, Benedetta e Anna che hanno sopportato e supportato. Grazie a Maria Azzurra e Lani che non hanno fatto impazzire i loro genitori e il loro bassista, solo un po'. Grazie a Ronn per la traduzione e per la pubblicazione della foto dei cd oltreoceano. Grazie ancora a Chiara per la foto di copertina e al bastone da selfie per la foto sul retro. Grazie a Copygraph che pazientemente ci stampa le copertine. Grazie ai Rifflessi che mi danno tante soddisfazioni. Grazie agli amici che hanno prestato a loro insaputa le loro voci. Grazie a quelli che stanno ascoltando il cd e a quelli che sono in attesa di una copia.
E grazie a quelli che hanno letto fino a qui.

Buon ascolto!
Qui la playlist completa dell'album.

domenica 30 agosto 2015

FOLLIA FORMATO SINGOLO!


Non che ci si voglia spingere chi sa dove, ma ogni tanto ci va di fare qualcosa di diverso per prenderci meno sul serio: la copertina di questo singolo credo sia abbastanza eloquente. Il Rifflesso con i baffi è senza dubbio il più serio ed è per questo che - come già un'altra volta - ha lasciato che io e Paolo ci sbizzarrissimo in studio con due pezzi un po' folli. La prima canzone che vede il nostro batterista alla voce principale tratta di un Whisky di troppo bevuto ad una festa. La follia in questo brano non è tanto nella musica quanto nell'aver "rubato" il chiacchiericcio di un anno di video di amici e averlo reso il sottofondo di una immaginaria festa alcolica: sarà il gioco dell'estate (ormai in realtà quasi terminata) riuscire a riconoscere chi dice cosa.
Il lato B ha una genesi un po' più complessa: cosa si fa quando ci si è appena fidanzati con una ragazza? Le si scrive magari una canzone romantica cantata con voce melensa? Se sei uno dei Rifflessi assolutamente no: la scelta più logica è quella di lasciarsi ispirare dalla fastidiosissima vibrazione del suo cellulare, mettere su un rock'n'roll vecchio stile dal testo velatamente spinto (per i gusti degli anni '50 ovviamente) cantato con una voce che nelle intenzioni doveva suonare nera e che invece finisce per sembrare una pallida imitazione del gabibbo. Ai tecnici lascio il compito di notare i vari edit per mandare a tempo la base, altro sintomo della perizia con cui è stata confezionata questa romantica canzone d'amore.
Per oggi è tutto.

P.S.: grandi sorprese nel prossimo post!



sabato 21 marzo 2015

LAVORO DI SQUADRA!


Il lavoro di squadra, si sa, paga sempre. Ecco perché sono particolarmente orgoglioso quando i Rifflessi si alternano alla produzione di brani originali. Il lato A stavolta infatti tocca al nostro Stefano, che ci presenta una delle sue ricette tipiche: base vintage/rockabilly che sviluppa sonorità surf, il tutto condito con un testo per niente scontato e a tratti malinconico (se non vi ricordate, provate a ripassarvi alcune delle composizioni di Stefano come "Solo Poche Ore""Una Giornata Storta" e il testo di "Con Gli Occhi Chiusi"). Quello che molti di voi che ci leggete (?) non si immaginano davvero è che questo pezzo è uno dei più vecchi del nostro chitarrista e della versione originaria quasi-punk esiste addirittura un provino che però non posso pubblicare pena la fine del mio rapporto di lavoro e di amicizia con lui.
Il lato B invece è un pezzo relativamente recente, nato quasi per scherzo. Soprattutto dopo il nostro secondo album "Un Inverno Caldo" ci eravamo accorti che ci mancavano un po' di pezzi davvero vintage fino al midollo, con tanto di testi senza impegno. E siccome mi piace cimentarmi in simili sfide (!), mi son detto che era ora di rimboccarsi le maniche e creare un brano che avesse queste caratteristiche. Il risultato spero vi piaccia tanto almeno da farvi battere il piede a tempo.
Non resta che augurarvi buon ascolto e anche consigliarvi di tendere le orecchie, perché soprattutto nelle nostre performance in acustico questi due brani sono spesso in scaletta!




sabato 14 marzo 2015

ACUSTICO!




Molto spesso ci chiedono: come'è il vostro spettacolo in acustico?
Complice il fatto che nessun fotografo fin'ora ha mai vinto il concorso "Sii il primo fotografo a mandare ai Rifflessi qualche foto di loro che suonano ad un matrimonio", non abbiamo mai avuto molto materiale da mostrare del nostro repertorio in versione acustica. 
E' per questo che, pur non avendo sufficiente spazio a disposizione per dimostrare come risulta quando ci spostiamo tra i tavolini, ci siamo armati di buona volontà ed abbiamo registrato per conto nostro una serie di video promozionali col meglio del nostro repertorio "wireless": gli unici cavi che vedrete in questo video sono quelli dei due microfoni per effettuare la ripresa audio, altrimenti vi sareste dovuti sorbire ciò che ha captato il microfono della macchina fotografica e vi posso garantire che non sarebbe stato un bel sentire.
I tre video sono così ripartiti: uno con solo brani italiani, uno con solo brani stranieri ed un terzo che comprende entrambe le tipologie. Nel video avrete anche un assaggio della nostra nuova divisa color celeste elettrico che però per via dell'effetto seppia non appare mai nel suo reale colore (tanto per cavalcare la moda del Damn Dress). Insomma, magari non sarà chiaro quante divise abbiamo e di che tonalità, ma speriamo di aver almeno sciolto qualche dubbio sulla nostra performance in acustico.








domenica 15 febbraio 2015

UN SINGOLO NOSTALGICO


Capitava fino a qualche tempo fa di perdere di vista persone conosciute con cui si era passato tanto tempo, i compagni delle elementari per esempio. Ormai, grazie ai vari social network tutti abbiamo affinato le nostre tecniche da stalker e ritrovare qualcuno non è più così difficile. Al di là del fatto che questo sia un bene o un male, al di là del fatto che la persona che viene ritrovata abbia piacere o meno di avere notizie di noi, quando la ricerca va in porto fa sempre piacere e in quei primi minuti durante i quali si ha davanti il profilo FB della persona cercata, si ha la sensazione di aver ritrovato con quel compagno di scuola il contatto con quel bambino delle elementari che eravamo. Almeno, per me è così: sono un nostalgico e un sentimentale, ed è proprio questo di cui parla il "lato A" del nuovo singolo dei Rifflessi. Sarà per tutto questo pathos che l'arrangiamento è un po' sopra le righe, ma ci tengo a tranquillizzare gli amanti del suono semplice e diretto: c'è la possibilità che sull'album troviate una versione meno roboante.

E di nostalgia parla pure il "lato B", che vede il nostro Paolo cantare un brano pesantemente ispirato a quella certa malinconia che si respira in vari pezzi di Modugno. In questo caso nessuno si butta da nessun ponte, ma non sembra certo felice il musicista fallito protagonista della nostra canzone che incontra un passante cui chiedere giusto quel minuto d'attenzione per raccontargli come se la passasse bene un anno prima. Come potrete immaginare, per quanto storia di fantasia si tratti, il tema del musicista fallito è qualcosa che sento particolarmente vicino, chi sa perché. 
Certo, se voleste contribuire a fugare questa mia sensazione, potreste cominciare ad ascoltare in massa le canzoni di questo singolo e far diventare i Rifflessi famosi famosi famosi famosi in modo assurdo (cit.). I link sono proprio qui sotto.

P.S.: si ringrazia Sarah Langiu per lo scatto e Marta Capasso per averci invitati al suo matrimonio dove la foto è stata scattata.







martedì 16 dicembre 2014

MEDLEY DI NATALE!


Come per lo scorso album, ci è sembrato giusto che anche l'uscita del prossimo fosse accompagnata da un brano speciale a tema natalizio. Stavolta però non si tratta né di un pezzo originale, né di una cover: una via di mezzo. Il nostro bravo Stefano si è cimentato in un taglia e cuci di classiconi e ha tirato fuori questo medley natalizio comprendente ben 5 brani in 4 minuti scarsi. Si apre con "Jingle Bells Rock", il tempo aumenta con "Santa Claus Is Coming To Town", poi è la volta della saltellante "Let It Snow", la struggente "White Christmas" e si conclude in bellezza con "Jingle Bells"! Il tutto ovviamente condito da cori, coretti e balletti. Direte: ma i balletti non si vedono in una canzone. Ed è qui che vi volevo! Proprio perché a Natale siamo tutti più buoni, abbiamo deciso di farvi un bel regalo: il medley in questione è accompagnato da un simpatico video che è già su YouTube. Avevamo valutato se rispettare la tradizione e farvelo trovare sotto l'albero la mattina del 25, ma ci siamo resi conto che avremmo rischiato di totalizzare zero visualizzazioni, perché si sa, le canzoni di Natale dà gusto cantarle finché si aspetta il Natale, ma dopo perdono tutta la loro magia, dato che con la testa si è già pronti a pensare a capodanno, befana, pasqua e ferragosto.
Pertanto: eccovi qua sotto il link al video, è tutto per voi! E se proprio volete fare un regalo anche a noi: guardatelo un sacco di volte!


Con tanti auguri di buone feste da parte dei Rifflessi!

giovedì 11 dicembre 2014

LE NOSTRE INFLUENZE (MUSICALI E NON)!


Con Paolo malaticcio e io e Stefano mezzi raffreddati, mi sembra giusto parlare di influenze. Quali sono secondo voi i gruppi che più hanno condizionato il modo di scrivere dei Rifflessi? "I Beach Boys e i Beatles" direte voi. Ebbene, non solo siete nel giusto, ma eccovi un singolo che dimostra queste importantissime e pesantissime influenze!

"UN'ALTRA ESTATE" è un altro di quei nostri pezzi dalla gestazione lunghissima. Come per "Mia Musica" gli anni gli hanno fatto cambiare velocità, tonalità, qualche linea di testo, ma soprattutto il cantante principale. Sì, perché per far rendere al meglio questo brano corale, un po' (tanto) nostalgico e dedicato alla mia amata Marina di Pisa (tanto per cambiare - ma credo sia uno degli ultimi rimasti) avevamo bisogno del vocione di Stefano al registro basso. Dire che il pezzo se l'è fatto suo è dire poco, di recente ha cominciato anche a pensare ad un video...ma vedremo cosa ci riserverà il futuro. Rimane il fatto che il risultato ci ha soddisfatti a tal punto da prenderla in considerazione come title track dell'album, ma anche questo dettaglio è ancora tutto da confermare. Per adesso vi basti poter ascoltare questa sonnacchiosa descrizione di un pomeriggio tipo di metà luglio in una località di mare non troppo affollata, quando si gira in bici e l'aria è comunque calda, quando il rumore delle chiacchiere dei bagnanti si fonde con la debole risacca del mare calmo, quando si è a metà delle vacanze e proprio per questo ci si rende conto che i giorni di tranquillità vacanziera sono mezzi finiti.
Al lato B di questo singolo ci voleva una canzone che ci riportasse dalle lente sonorità surf a quelle più familiari per i Rifflessi del beat beatlesiano. Ed ecco qua "OBIEZIONE", un "bittino" (piccolo beat, ndE) agile e scattante con qualche scampanellio di chitarra 12 corde e qualche clap clap di mani tanto per essere filologici (il mix è stato fatto con in mente I Want To Hold Your Hand, e si sente). Che dire, il testo è un po'avviluppato, ma si vede che era il periodo (è praticamente coetanea di "Non Nel Modo Che Tu Intendi") e l'inserimento di qualche termine avvocatese all'interno di questa canzoncina non si deve ai miei (ben) due mesi di Giurisprudenza, ma a qualche bega che avevamo in quel periodo e di cui c'è qualche traccia in "Pazzi Per La Tavola". Insomma, dove ti giri ti giri c'è sempre qualche riferimento al passato nei pezzi dei Rifflessi!
Bene, viste le recenti temperature, speriamo di avervi scaldato con questo singolo dal sapore estivo, fatene buon uso (ossia: ascoltatelo fino a far impennare le visualizzazioni) e rimanete con le orecchie dritte perché a breve ne arriveranno altri!