mercoledì 4 luglio 2018

Paternità!


Mentre l'estate prosegue a suon di matrimoni e cover, eccoci tornare a pubblicare del materiale originale. Come la foto e il titolo lasciano chiaramente intendere, questo nuovo singolo è incentrato sul tema della paternità, piuttosto caro da qualche anno al nostro Stefano e al nostro Paolo, qui ritratti con le rispettive eredi (Enrico per adesso coccola ancora le sue chitarre).


Mentre però i figli richiedono un periodo di gestazione di nove mesi, Bimba Mia per venire finalmente alla luce ci ha messo circa dieci anni. Le origini risalgono alla forte influenza che ebbe in quel periodo la scoperta delle ballate orchestrali dei Beach Boys, tant'è che infatti il cantato era stato immaginato tutto in falsetto. Diverse derisioni più tardi da parte di chi aveva ascoltato i provini convinsero l'autore, dopo aver quasi gettato nel cestino il brano, a reimpostare il cantato un'ottava sotto - almeno nella strofa. Grazie anche alle migliorate tecniche di registrazione a distanza nell'ultimo anno il pezzo ha visto finalmente la collaborazione di Stefano e Paolo alla definitiva realizzazione della canzone.


Dalla tematica alquanto simile, così come per lo stile, anche questo brano ha risentito nel corso degli anni di un abbassamento di tonalità, perché si sa, in testa siamo tutti bravi a cantare come Carl Wilson, ma poi quando si arriva alla prova pratica il confronto non regge. La base era però talmente in stato avanzato che piuttosto che risuonare il tutto si è preferito abbassare tutto (grazie Cubase) mediante un paio di semplici click (ecco perché il basso è così basso e il cigolio del pedale del pianoforte così evidente).
E' stata posta idealmente sul lato B di questo singolo, ma Rebecca è un brano importante perché sin'ora l'unico nato da un sogno (ovviamente un sogno da beatlesiano perso).

Ero su una scalinata assolata, tipo quella di un teatro antico.
C'erano John Lennon e Yoko Ono che cantavano questo brano (ricordo ancora il testo in inglese!),
tuttavia nella mia mente pensavo che "Paul la cantava leggermente diversamente"
e così mi sono svegliato canticchiando il motivetto.
Quando ho realizzato di essere sveglio non ho fatto altro che cantare e ricantare il tema
per non dimenticarlo. Il testo è una traduzione quasi letterale di quello che avevo sognato.

La parte centrale tra l'altro è una variazione di un brano ancora più vecchio (1998?) con una strofa che però non funzionava affatto, ma dei vecchi pezzi - come del porco - non si butta via niente.

Perché il suono fosse veramente il "suo" mancava una sezione fiati, ma come fare visto che fisicamente i fiati non c'erano? L'ispirazione come sempre quando non viene dai Beatles è venuta dai Beach Boys: armonica! Così quella che si sente alla fine è una sezione di armonica cromatica sovraincisa più e più volte per fare effetto banda (con tanto di "ottavino").


La "sezione fiati" di Rebecca.

mercoledì 23 maggio 2018

SURF INSTRU-MENTALS vol.2!


L'estate tarda ad arrivare, ma ecco qui già pronto il secondo volume di Surf Instru-Mentals, una serie di EP che abbiamo deciso di dedicare alla musica surf strumentale. Microfoni spenti, solo chitarra, basso e batteria per quattro pezzi super reverberati!


Apriamo le danze con Rebel Rouser di Duane Eddy, direttamente dal 1958 il primo twangy style del chitarrista americano. Personalmente lo amiamo sia per l'aria festosa, sia perché ai matrimoni ci svolta i momenti morti.


Chiude il primo lato Walk Don't Run, il jazz di Johnny Smith del 1954, reinterpretato da Chet Atkins e consacrato a standard surf dai Ventures nel 1960. Senza una Fender non è immaginabile (grazie Dario).


Si riparte con il lento dei lenti: Sleepwalk, l'ultimo strumentale numero uno degli anni '50 scritto e interpretato dai fratelli Farina, meglio conosciuti come Santo e Johnny. Ci voleva una chitarra hawaiiana, che ci sarebbe pure nel nostro arsenale, ma ci manca ancora chi la sappia suonare a dovere. Meglio una tradizionale Strato per noi.


E dalle atmosfere cupe del primo lato si arriva alla conclusione del secondo con la simpatica Perfidia scritta da Dominguez, che dalla fine degli anni '30 è stata registrata praticamente da tutti, compresi Shadows e Ventures che ci hanno ovviamente ispirati. Quindi perché non farne una nostra versione?

La Stratocaster usata per Surf Instru-Mentals,
gentilmente concessa da Dario.

mercoledì 25 aprile 2018

Siamo cambiati (mica poi tanto)!


Col tempo si cambia: cosa succederebbe se a Enrico ricrescessero i capelli? E se Stefano se li tagliasse? E se Paolo si facesse una zazzerona? Ecco, la foto qui sopra cerca di rispondere a questa domanda e ci mostra i Rifflessi in piena metamorfosi e fusione.
In studio (si fa per dire) di registrazione succede un po' la stessa cosa, si porta un'idea e gradualmente essa prende le sembianze di tutti quelli che ci mettono le mani. "STAI CAMBIANDO" è uno di quei casi: un brano vecchissimo che risale agli albori del gruppo. E' passato di mano in mano ed ha cambiato tante facce, ma quello che di sicuro non ha perso - speriamo che si senta - è il piglio "Rokes", Italia anni '60 che doveva avere sin dall'inizio. Gli ingredienti ce li abbiamo messi tutti: la chitarra 12 corde, le rullatone de "Il Paradiso" e persino una minuscola traccia di organo elettrico (bravo chi la sente).


Come lato B abbiamo scelto un brano ancora in piena metamorfosi, ma cui tenevamo troppo per non pubblicarlo subito. "DOV'E' IL MIO AMORE" ha un arrangiamento ridotto all'osso e da qui alla pubblicazione su album potrebbe diventare qualunque altra cosa come rimanere esattamente identico. Preparate le cuffie e regolate l'equalizzazione perché tra un Hohner Pianet e un Longhorn a tutto volume le basse frequenze la faranno da padrone, bilanciate però dalla brillantezza di una chitarra da barbiere anni '50 (grazie nonno e grazie cugino) ed uno zither.



Lo zither utilizzato per la canzone.


La chitarra del nonno (a sx) vicino ad una Hofner.

giovedì 12 aprile 2018

Italiani e italo-americani!


Abbiamo deciso di riaccendere i microfoni delle voci per questo EP-tributo ai cantanti italiani e italo-americani degli anni '50 e '60!


Apre il primo lato "Come Prima", arrangiata alla maniera di Tony Dallara. Uno slow rock per avviare questo viaggio negli anni '50!


Segue "Denise", portata al successo dagli italo-americani Randy and the Rainbows: uno dei doo-wop più romantici e d'impatto di tutti i tempi.


Sul lato B un tributo a due grandi crooner italo-americani: il primo è Perry Como e la sua interpretazione del grande classico "Magic Moments" scritto da Burt Bacharach.


In conclusione la nostra versione di "Brazil" (inizialmente "Aquarela do Brasil"), brano del 1939 magistralmente reinterpretato dall'italo-americano più famoso di tutti: il nostro amatissimo Frank Sinatra!

sabato 7 aprile 2018

SURF INSTRU-MENTALS vol.1!



Era nell'aria, avevamo voglia di pubblicare del materiale nuovo e l'estate si stava avvicinando: cosa poteva essere meglio di una selezione di strumentali surf? Scorrendo la scaletta ci siamo accorti che però nel nostro repertorio ce n'erano davvero tanti e un solo EP non sarebbe stato sufficiente. E' così che abbiamo optato per una serie di "volumi" che raccogliessero tutti quei pezzi che in qualsiasi momento dell'anno ci portano una ventata di salsedine. Volevamo però restituire più fedelmente possibile la sensazione di tutte quelle estati passate a suonare sulle spiagge e per questo abbiamo lasciato da parte sovraincisioni e strumenti aggiuntivi, preferendo il vero suono dei Rifflessi dal vivo: una chitarra, un basso ed una batteria. Per questa volta abbiamo anche spento i microfoni delle voci!


Ad aprire il disco Pipeline, una perfetta introduzione alla musica surf, con il suo glissato iniziale e il ritmo incalzante.




 Apache ci trasporta invece in un western e sembra di essere al galoppo in una prateria.


Il lato B si apre con il primo brano della coppia di strumentali surf che abbiamo in repertorio tratti dal film Pulp Fiction. Non è stato facile rendere l'assolo urlato di sassofono con una chitarra, ma un'atmosfera struggente pervade tutta la traccia.


Chiude la rassegna Misirlou, il classico dei classici surf, ovviamente ispirato alla versione di Dick Dale. Per questo pezzo abbiamo lasciato da parte la Stratocaster che ha fatto da padrona per tutto l'EP e abbiamo dato spazio allo strumento di Link Wray: l'ultima strofa sarebbe stata impossibile su qualsiasi altra chitarra e infatti è suonata sull'ultima ottava di una Danelectro Guitarlin, la chitarra vintage dalla tastiera talmente lunga da raggiungere il registro di un mandolino!


La Danelectro "Guitarlin", con dietro suo fratello "Longhorn":
impossibile raggiungere senza di lei le vertiginose altezze delle ultime battute 
della nostra versione di Misirlou.